“Nessuno c’è per me!”
“Nessuno mi ama come vorrei”
“Nessuno mi ascolta, mi capisce, mi sostiene come desidero”
“Non avrò mai l’amore di cui ho bisogno”

L’esperienza della deprivazione emotiva è soprattutto la sensazione che la tua vita sia caratterizzata da un senso di vuoto, dal non sentire soddisfatti i bisogni di ascolto, comprensione, vicinanza.
È un senso di solitudine, di mancanza di qualcuno che ti stia vicino. Puoi sentire che l’altra persona dalla quale vorresti sostegno e accudimento non ti sta vicino quando ne senti la necessità, non comprende i tuoi sentimenti e bisogni.
In questa condizione di mancanza puoi tendere a dare più di quanto senti ricevere. Potresti attendere delle dimostrazioni comportamentali di affetto e vicinanza che se non arrivano generano in te un senso di frustrazione e risentimento e allo stesso tempo potresti non concederti di chiedere esplicitamente all’altro ciò di cui senti il bisogno nell’illusione che quest’ultimo debba comprendere autonomamente le tue esigenze.
Puoi tendere ad arrabbiarti e accusare l’altro di non tenerci a sufficienza, di non fare abbastanza diventando così, rigido e molto critico.
Questo tipo di schema si associa al bisogno di attaccamento sicuro, cure e accettazione che se insoddisfatto può indurre un senso di distacco e rifiuto.
Questo vissuto spesso facilita l’instaurarsi di dinamiche relazionali, che alimentano il senso di insoddisfazione nelle relazioni.
Può accadere, ad esempio, che tu sia molto sensibile ai segnali di distanza o di mancanza da parte dell’altro, mentre fai più fatica a riconoscere le forme di presenza che non corrispondono esattamente a ciò di cui avresti bisogno. Anche quando qualcuno prova ad esserci, se lo fa in un modo diverso da quello che ti aspetti, può sembrarti insufficiente o poco significativo.
In questo modo, senza che sia intenzionale, può crearsi una distanza: da una parte il desiderio di vicinanza, dall’altra la difficoltà a sentire davvero ciò che arriva.
Questo può portarti a vivere relazioni in cui ti senti spesso non soddisfatt*, anche quando l’altra persona è disponibile, oppure a scegliere partner che, in modi diversi, confermano questa esperienza di mancanza. A volte puoi trovarti accanto a persone emotivamente poco presenti; altre volte, anche con partner disponibili, può emergere una sensazione persistente che “non sia abbastanza”.
Un’altra difficoltà riguarda l’espressione dei bisogni. Chiedere in modo diretto ciò che senti può risultare complicato: può sembrarti inutile, o può attivare il timore di non essere compres* o di risultare eccessiv*. Così i bisogni restano impliciti, ma allo stesso tempo molto presenti, e quando non vengono colti dall’altro possono alimentare frustrazione e risentimento.
Nel tempo, questo può portare a oscillare tra due modalità: da un lato l’investire molto nella relazione, cercando di colmare quel vuoto; dall’altro il prendere distanza, chiudersi o smettere di aspettarsi qualcosa, come forma di protezione.
Queste dinamiche possono avere un impatto anche su come ti percepisci: potresti iniziare a pensare che ci sia qualcosa che non va nel tuo modo di vivere le relazioni, oppure che gli altri non siano in grado di darti ciò di cui hai bisogno. In entrambi i casi, il rischio è quello di rimanere in una posizione di solitudine emotiva, anche all’interno di legami significativi.
Comprendere come si costruiscono e si mantengono queste modalità è un passaggio importante. Non si tratta solo di ciò che fanno gli altri, ma anche di come i tuoi bisogni, le tue aspettative e il tuo modo di leggere le relazioni interagiscono tra loro.
Riconoscere questi aspetti può aiutarti a dare un senso più chiaro a ciò che vivi e ad aprire nuove possibilità nel modo di stare in relazione.
Non è solo “capirsi di più”.
È iniziare a non perdere
ciò che potrebbe farti stare meglio!